Conclusione del corso di fotografia by Alessandro de Leo

Dopo 32 lezioni, distribuite nell'arco di 8 mesi, si è concluso il corso di fotografia che ho tenuto in collaborazione con Palazzo Tupputi - Laboratorio Urbano (Bisceglie).
Tutto il lavoro svolto si è concretizzato nei progetti personali realizzati dagli studenti e che hanno presentato in occasione dell'ultimo incontro. Gli approcci sono stati naturalmente molto diversi, ma tutti con un'ottima qualità.
Si passa dagli sguardi catturati dai bianco e nero di Cristina Garofoli, alla riflessione sul cimitero Mediterraneo di Domenico Messa, alle astrazioni grafiche di Leonardo Todisco, ai frammenti di un matrimonio colti da Sara Donahue, per arrivare alle ferite di una città raccontate da Vincenzo Misino.
Qui di seguito un estratto dei loro lavori.

Auand Days by Alessandro de Leo

L'hashtag #occupybisceglie ha lanciato gli Auand Days, una residenza artistica di una settimana durante la quale una schiera di musicisti marchiati Auand Records ha invaso la città di Bisceglie (BT), offrendo al pubblico un'enorme quantità di eventi, fra concerti, prove aperte al pubblico, incontri con studenti e presentazioni di libri.
Il programma completo sarebbe troppo esteso da essere incluso in questo post, ma potete farvi un'idea di quanto offerto cliccando qui.
Ma gli spettacoli sono stati solo la punta dell'iceberg, quella maggiormente visibile: tutti gli artisti hanno convissuto minuto per minuto, mescolandosi e ricombinandosi in diverse formazioni, oltre che vivendo la quotidianità della città.
Si è rivelata un'iniziativa decisamente importante, soprattutto se contestualizzata in una panorama come quello biscegliese, arido, se non ostile, a manifestazioni di spessore culturale.
Marco Valente, presidente dell'etichetta Auand Records e che non sarà mai ringraziato abbastanza per questa iniziativa, ha incaricato me e Annacarla Granata di produrre foto e video di tutto quanto sarebbe avvenuto, e per farlo è stato indispensabile chiamare alle armi alcuni ragazzi che hanno frequentato (o che frequentano tutt'ora) i miei corsi di fotografia: Domenico Soriano, Cinzia Amoruso, Mariangela Favuzzi, Leonardo Todisco, Claudia Anaclerio.
Io mi sono occupato di fotografare le prove dei gruppi (molti dei quali formati appositamente per l'occasione!) mentre cercavano la quadratura del cerchio eseguendo brani composti dai musicisti stessi proprio per questa manifestazione. Si è rivelato molto interessante assistere, attraverso un 24mm, al prendere forma di brani poi eseguiti su palchi vari sparsi in giro per la città.
Quella che segue è una galleria con scatti digitali, ho però concentrato le mie energie soprattutto sullo scattare su pellicola. Quello che segue è quindi un assaggio.

Wunderkammern effimere by Alessandro de Leo

Si è inaugurata domenica 13 novembre la mia esposizione di una selezione del progetto Tracce II.
Ad allestire la mostra è stato lo staff di Microbo.net, all'interno del progetto Wunderkammern effimere, che seleziona periodicamente nuovi artisti provenienti da tutta Italia. Stavolta è stato il mio turno, con un'esposizione allestita presso l'associazione Circuiti Dinamici (via Giovanola 21/c, Milano).
Per rendere il tutto più accessibile al pubblico è stato anche creato un ebook (consultabile cliccando qui) contenente varie informazioni sul mio lavoro, con un testo di Aldo Torrebruno, una mia breve intervista e varie fotografie tratte sia da Tracce II che da Tracce. Gli stessi lavori sono inoltre mostrati in un video che va ad impreziosire l'allestimento.
Ringrazio quindi tutti coloro che hanno dedicato le proprie energie per questo progetto e che hanno creduto nel mio lavoro, in particolare Anna Epis, Aldo Torrebruno e Lorenzo Argentino.
Ricordo infine che la mostra sarà visitabile fino al 3 dicembre 2016, quindi è ancora possibile visitarla.
Qui le foto del vernissage.

Maggio di Oliveto Lucano by Alessandro de Leo

Due anni fa ho preso parte al Maggio di Accettura, e solo recentissimamente ho saputo che riti arborei molti simili si tengono anche in altri paesi, fra cui la vicinissima Oliveto Lucano.
Ed eccomi quindi in questo paese di circa 470 abitanti, che in questi giorni si ripopola riprendendo momentaneamente con sé i giovani emigrati, pronti però a ripartire subito dopo nei vari angoli d'Italia lasciando alle proprie spalle una malcelata amarezza negli anziani residenti. Questo almeno è quanto emerso durante una breve chiacchierata con una donna del posto, invidiosa del fatto che nella mia città ci siano “i negozi”.
L'intero rito si svolge in più giornate, ma ho potuto assistere solo al giorno in cui i “cimaioli”, dopo aver abbondantemente mangiato e bevuto, trasportano a spalla la cima da Monte Croccia alla piazza principale di Oliveto Lucano, guidati da un anziano (dall'aria poco amichevole) accompagnato da due asini. Il maggio, invece, viene trasportato da grossi trattori, molti dei quali guidati, incredibilmente, da ragazzini.
Il tutto intervallato da musica popolare, suonata e ballata.

Pianificare uno scatto by Alessandro de Leo

Lo scatto qui in alto può non sembrare qualcosa di particolarmente ostico, e in effetti non è fra i miei scatti più complessi, ma richiede comunque un lavoro di pianificazione che va svolto ancor prima d'impugnare la macchina fotografica.
Il mio approccio è sempre lo stesso: mi armo di carta e penna e traccio un bozzetto dell'immagine che ho in mente (operazione per me indispensabile, dato che le immagini hanno la brutta abitudine di fuggire dalla mia mente dopo pochi secondi!) e subito dopo segno anche lo schema di luci che ritengo plausibile per raggiungere tale risultato.
Magari qualcuno è più portato di altri per l'improvvisazione, ma vi garantisco che arrivare in sala di posa con le idee chiarissime è un grosso vantaggio: qualche complicazione è sempre in agguato, e se a ciò doveste aggiungere l'ideazione dello scatto non ne verreste più fuori.
In questo caso particolare ho solo dovuto spendere un po' di tempo per posizionare perfettamente quel taglio di luce e ho dovuto fare più scatti per ottenere il fumo con una forma interessante (qui sono stato fortunato, la foto che vedete è stata ottenuta al primo tentativo!).
Questo approccio lo porto con me anche quando esco dalla sala di posa. Gli scatti che realizzai durante il Puglia Pride 2015 sono anch'essi frutto di pianificazione, anche se soltanto concettuale: prima d'andare sul posto sapevo già che avrei cercato di inquadrare dei contrasti, e se si sa cosa cercare è più difficile perdersi.

Tracce II by Alessandro de Leo

Quello che vedete è un progetto autonomo, ma al contempo un'evoluzione di una serie precedente e un punto di partenza verso uno studio successivo.
Un progetto autonomo, perché ha avuto un inizio ed una fine, con un'immagine molto precisa nella mia mente alla quale ho sovrapposto, in modo tremendamente fisico, i volti dei miei soggetti. E' però innegabile il rapporto con la serie che anni fa battezzai “Tracce”: una successione di volti divorati dall'ombra, che a fatica riescono a far emergere soltanto pochissimi tratti. E' per questo motivo che, seppur sia considerabile una sequenza a sé stante, questa che vi mostro ha un debito talmente forte con la serie precedente che non riesce a liberarsi dal suo nome.
La traccia lasciata dai volti di Tracce II non è più puramente visiva, si è fatta fisica; talmente tattile da deformare la pelle a causa del contatto.
Tutto questo si è rivelato, a sua volta, un punto di partenza verso un passo successivo, una sequenza attualmente in fase di realizzazione che sarà resa pubblica nel momento e nelle modalità che riterrò più opportuni.
Come ogni traccia: è un segno del passato, col quale interagiamo nel presente per orientarci verso il futuro.

La mia prima foto by Alessandro de Leo

Di tanto in tanto tutti noi rovistiamo fra i ricordi, per i motivi più diversi.
A me è capitato oggi di rovistare fra i miei ricordi fotografici e mi sono chiesto quale fosse stata la prima fotografia che io abbia scattato. La risposta è ovviamente introvabile: immagino che sia stato qualche goffo tentativo, da bambino, di usare la macchina usa e getta che i miei genitori avranno portato in una qualche vacanza. Probabilmente è andata così.
Una domanda a cui invece posso rispondere con assoluta certezza è "qual è stata la mia prima fotografia scattata con una reflex?".
Eccola qui sotto:

Rabbia contro il cemento.jpg

Avevo appena comprato la mia prima reflex, una dignitosa Canon 450D con il solito kit 18-55mm, e avevo solo una vaghissima idea di come usarla. Per cui, tasto verde (ovvero "cara macchina fotografica, fa' tutto tu 'ché io non so dove mettere le mani") e via! La mia prima foto fatta con una reflex è un paesaggio marino, scattata sul lungomare di Bari, con un'ingenuità tale da non sapere neanche come si togliesse la data dall'immagine.
Il 15 novembre compie 8 anni.

Spaghetti di zucchine by Alessandro de Leo

Questo non è un blog di cucina, siccome però mi capita spesso di fotografare del cibo beccatevi questa foto.

Trattasi di spaghetti di zucchine, un'idea che mi è piaciuta moltissimo per la creatività di chi ci ha pensato. Dopo averla realizzata un paio di volte ho deciso di fotografarli, ed eccoci qua.
Come ho già detto, questo non è un blog di cucina, pertanto per la ricetta vi rimando a questa pagina.

Puglia Pride 2015 by Alessandro de Leo

Il 4 luglio 2015  Foggia ha ospitato il suo primo Puglia Pride, manifestazione annuale a sostegno dei diritti LGBT.
Quest'anno ho deciso di partecipare munito di macchina fotografica e, per fornire un punto di vista diverso dalle decine di altri fotografi presenti,  ho scelto di non fotografare la manifestazione in sé, soffermandomi invece su immagini che contenessero contrasti e che potessero avere dignità a prescindere dal contesto.
Qui sotto potete vedere una piccola gallery con i risultati.

Qualcosa da perdere by Alessandro de Leo

Dopo tre anni d'onorato servizio ho lasciato quella che ormai è la mia vecchia sala di posa (era ora!), una stanza di soli 3x5m nella quale ho spesso fatto i salti mortali per fotografare nonostante gli evidenti limiti di spazio. Dopo aver salutato il caro box n.62, mi sono ufficialmente trasferito in una stanza grande esattamente il doppio e, dopo aver compiuto i lavori d'adeguamento, l'ho inaugurata fotografandoci uno scrittore: Davide Potente, autore, fra le altre cose, del romanzo fresco di pubblicazione Qualcosa da perdere, ma soprattutto mio amico da una piccola vita.
Fra uno scatto e l'altro è anche venuto fuori che all'interno del libro c'è qualche piccola traccia lasciata da me, e la cosa mi ha un po' spiazzato. Ma non parlerò del suo contenuto, lascio che a farlo sia Davide in persona, che sta presentando la sua opera in giro per l'Italia.
Per chi, come me, vive nel barese, l'appuntamento è il 30 giugno presso la Feltrinelli di Bari, in via Melo.